Progetto Lariano – Associazione di Promozione e Utilità Sociale

"Per far prevalere il male, è sufficiente che gli onesti non facciano nulla" (J.R.R. Tolkien)

Una concreta opportunità per Lariano

UNA CONCRETA OPPORTUNITÀ PER LARIANO:

PRODURRE ENERGIE ELETTRICA E TERMICA DAGLI SCARTI DELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO

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Il territorio di Lariano ha la fortuna di disporre di una grande ricchezza: il bosco del Monte Artemisio! Ed è dovere di tutti, imprenditori, Amministrazione comunale, associazioni e  comuni cittadini, cercare, specie in questi tempi di grave crisi a livello mondiale, le forme e le possibilità per utilizzare al massimo questa ricchezza e favorire lo sviluppo di iniziative che migliorino ed incrementino le attività a questa legate o da questa derivate.

            È in quest’ottica e con questo spirito che l’Associazione Progetto Lariano si è posta un primo quesito: cosa si fa degli scarti della lavorazione del legno? Intendiamo per scarti sia quelli che derivano dalle operazioni che si effettuano presso le aziende che producono tavolame, travature, manufatti, ecc. (truciolame, sfridi di lavorazione, scorze, segatura), ma anche quelli che provengono, o dovrebbero provenire, dalla pulizia del sottobosco, necessaria sia per una corretta silvicultura, sia per limitare il pesante fenomeno degli incendi boschivi. La risposta a questa domanda è stata a dir poco sconcertante, perché gli scarti delle lavorazioni vengono per lo più conferiti senza alcun ricavo a ditte che li utilizzano per produrre altrove pellets per stufe, pannellature in truciolato o altro, mentre il materiale proveniente dalla pulizia del sottobosco o non c’è, perché non si fa la pulizia, o è lasciato marcire sul posto o, al massimo, ha utilizzazioni molto aleatorie.

            A questo punto, due tecnici soci dell’Associazione Progetto Lariano, l’ing. Marsili ed il sig. Giovannini, si sono recati la scorsa settimana a Colleferro presso l’Incubatore d’Imprese della BIC Lazio per visionare un impianto pilota per la cogenerazione di energia elettrica e di energia termica, realizzato proprio per dimostrare la possibilità di utilizzare per scopi energetici biomasse di natura diversa: residui della lavorazione del legno e della carta, della silvicoltura, delle potature e delle lavorazioni agricole. Attualmente l’impianto produce energia elettrica, acqua fredda per i condizionatori ambientali ed acqua calda, il tutto utilizzato nell’ambito dello stesso Incubatore. Qui i due tecnici dell’Associazione hanno incontrato i funzionari di BIC Lazio, la d.ssa Francesca Calenne, Responsabile del  Coordinamento per Lazio Sud, ed il dr. Carlo Fiacchi, ed il prof. Stefano Cordiner del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Tor Vergata; questo Dipartimento ha collaborato con BIC Lazio nella progettazione e realizzazione dell’impianto in parola e continua a dare la propria consulenza tecnologica. L’incontro è stato molto proficuo perché, oltre ad aver preso visione dell’impianto, si sono affrontati, anche se in prima istanza, i vari aspetti connessi alla possibilità di realizzare un simile impianto presso l’area di Lariano ove operano diverse aziende boschive, confermando che una tale realizzazione avrebbe risvolti economici ed ambientali estremamente interessanti. I suoi aspetti principali sono:

  • utilizzare biomasse già presenti sul territorio, con risparmio di combustibile per il loro trasporto in altri siti;
  • sviluppare le attività imprenditoriali del posto, integrando la filiera silvicoltura-lavorazione del legno;
  • ridurre i costi di lavorazione ed aumentare l’impegno di manodopera locale;
  • ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile, non rinnovabili, come il petrolio od il gas naturale;
  • utilizzare una risorsa energetica locale, pulita e rinnovabile;
  • non contribuire all’effetto serra (la combustione del legno sprigiona una quantità di CO2 pari a quella assorbita dall’albero durante la crescita ed è la stessa che sarebbe prodotta dalla decomposizione del legno; quindi, la combustione non aumenta la CO2 presente nell’atmosfera).

            A conclusione dell’incontro si è concordato che BIC Lazio è disponibile a collaborare con l’Associazione Progetto Lariano per elaborare uno studio di fattibilità, il quale dovrebbe poggiare su queste basi:

>    realizzare un impianto di cogenerazione di energia elettrica e di energia termica di una potenza non superiore ad 1 MW;

>    l’impianto dovrebbe sorgere in un’area limitrofa a quella dove si trova la maggior parte delle aziende boschive di Lariano;

>    utilizzare l’energia termica prodotta per teleriscaldamento (per esempio per il nuovo centro che dovrà sorgere nella Piazza S. Eurosia, per le vicine piscine o per altri edifici nel raggio fino a 3 km);

>    alimentare l’impianto al massimo con circa 12.000 tonn./anno di sfridi di lavorazione del legno, scarti dalla pulizia del sottobosco, potature, ecc.

            La cosa ci sembra estremamente interessante e meritevole di un approfondimento, che deve essere senz’altro rigoroso dal punto di visto tecnico, economico e finanziario, ma anche rapido e concreto; esso dovrà necessariamente coinvolgere tutti i soggetti interessati, a partire dagli imprenditori locali del settore e dall’Amministrazione comunale. L’Associazione Progetto Lariano è pronta a dare il proprio contributo per lo sviluppo dello studio di fattibilità e rivolge un caldo appello a tutti gli interessati affinché la contattino con l’auspicio di formare una squadra vincente per porre la prima pietra di un ciclo virtuoso per lo sviluppo anche industriale della nostra città.

Venerdi, 11 giugno 2010

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